giovedì 23 agosto 2007

a guisa di monito



acculturiamoci orqui:



il muro vegetale in cui l’equipe chapeau è incappata ad avignone nient’altr’ è se non una creazione d’un simpatico botanico a cui è nome Patrick Blanc.
questo “tappetone verdeggiante” si trova sul muro des Halles in piazza Pie dal tiepido e lontano autunno del 2005 d.c.
30m per 11,5m è la sua dimension.
alla base di questa strutturona v’è un quadrato metallico sopra cui dei fogli di pvc risiedono comodamente adagiati. su tutto ciò troneggia un bel feltro irrorato e inumidito di un sacco di robba che alle piante piace (Sali minerali and co.).
è proprio su questo bello strato imputrescibile a fortissima ritenuta idrica che si vengon a sviluppar le radici delle nostre amiche verdi. sì, miei piccoli amici, proprio così.
in semi, in barbatelle/talee, piante già adulte...a tutta l’altezza del muro sono stati disposti/deposti vegetali in potenza o già in atto, per un totale, udite udite, di circa 20 esemplari al metro quadrato. urcaurca!

innaffiare lo “sbrodolone verde” è semplice, un tubo dall’alto svolge questo umido lavoro alla perfezione in totale sicurtà!uau
poca la manutenzione per la nostra “cara moquette vegetale” : una potatura annua è tutto ciò che si abbisogna. che sballo!
un grazie grande va quindi a patrick e alle sue determinazioni a biscottino!
infatti, non dobbiamo dimenticare che alcune delle piante piantate in principio sono ancora fiorite oggigiorno, altre, disgraziatamente, non più lo sono, altre ancora hanno lasciato spazio a mr. muschio (e/o al suo sosia mr. borraccina)(borracina: s.f. bot.com., muschio che cresce a tappeto sul terriccio di prati e boschi o sui tronchi degli alberi, usato per decorare e imballare o come sottofondo per piante da serra;de mauro docet)

commenti a freddo di qualche passante random: originale. ben riuscito. niente da dire. ho del muschio simile spontaneamente cresciutomi sotto le ascelle. lo trovo seducente. è vegetale. attira i fotografi e i turisti venuti dal lontano oriente. peculiare senza dubbio. biscottino.

ancora qualche imput:
con astuzia Patrick ha saputo mixare colori, texture e architetture delle piante piantate, dei semi seminati, degli arboscelli arboscellati per ottenere un totale estetico glamour e accattivante.
ci sono però piante che si son, come dire, ehm.. imbucate al festino.
infatti leggo qui che si sono uniti alle piante originarie della parete pure certi alri esemplari di dubbia provenienza. tutto solo per poter partecipare alla scorpacciata di liquidi nutritivi garantiti dal feltro di patrick!abominevole, nevvero?
questo è stato possibile solo grazie all’intervento quanto mai provvido del nostro beneamato amico bricconcelloMistral che, sbuffando, porta con sè varievoli sementi che si vanno poi a depositare sul muro vegetale. lì costelle specie campeggiano indisturbatamente ricavandosi un posticino intra muschi e quant’altro.
le piante veterane del “verdolone parietale” non rifiutano i nuovi arrivati benchè gli irregolari pervenuti non abbiano nemmeno uno straccio di permesso di soggiorno. al contrario!ci si stringe un po’, ci si fà piccinipicciò affinchè anche i novellini possano trovar requie e di che sfamarsi intorno alla parca mensa.
beh, che dire! credo che tutti noi abbiamo molto da imparare dal muro vegetale!


costo della struttura :600 000 euris.

ps: il progetto che prevede la terminazione (o terminatura che dir si voglia) del ponte di avignone prevede come materiale di primiginio utilizzo niente popo’di- che mr. bambù.

2 commenti:

doublefrog ha detto...

una giardiniera nata!
a questo proposito vorrei porre una domanda all'espaerta: io sul mio comodino ho uno spazio di 15 cm2 cosa potrei creare su tre livelli ascendenti e con un'inclinazione di 23 gradi? grazie!

Anonimo ha detto...

beh, io comincerei innzitutto con il creare uno sfondo di Vesicularia dubyana (volgarmente detto Muschio di Giava),secondariamente, per la base, userei del micobionte intervallandolo con gusto a degli ascomiceti (licheni di poca cura e grande effetto).
se vuoi ricreare anche un piccolo ambiente umido ti consiglierei di fare un microstagno e popolarlo, chennesò, con delle cianoficee se preferisce le tinte azzurre o, se gradisci maggiormente le nuances rosse, con del glenodium sanguineum (v.lago di tovel) spero d'esser stata esaustiva! buona coltivazione!